[ca]  [es]  [fr]  [pt]  [ro]
Lingua e cultura nella Rete ― Studio 2007

Analisi e interpretazione dei risultati

La stagnazione apparente delle lingue neolatine (e del tedesco) di fronte all’inglese, viene confermata, lasciando il rumeno come unica lingua emergente [1] e mantenendo la presenza assoluta dell’inglese al 45%.

Come nel 2003 – tranne per il rumeno – possiamo notare che la diminuzione relativa di ogni lingua dello studio rispetto all’inglese avviene nelle stesse proporzioni, il che rappresenta una nuova crescita relativa dell’inglese nei confronti di tutte le altre lingue. Questa situazione svela un fenomeno che riguarda lo spazio indicizzato da ogni motore di ricerca. Nel 2003, l’inglese conosceva una crescita nello spazio indicizzato e questa situazione sembra riprodursi nel periodo 2005-2007.

Le principali ragioni di questo fenomeno, che non denota una riduzione della presenza delle lingue latine nel ciberspazio, ma piuttosto una diminuzione della loro presenza negli spazi indicizzati dai grandi motori di ricerca, sono diverse:

a) La percentuale di pagine dello spazio Web visibile che sono state indicizzate è passato da un periodo in cui si elevava al 60-80%, ad un nuovo periodo, dal 2005, in cui non superava il 30%. I motori di ricerca non dispongono della capacità sufficiente per seguire la crescita esponenziale dei contenuti (e l’arrivo in massa delle nuove lingue asiatiche), il tutto è accompagnato da strategie di definizione di nicchie relative agli aspetti commerciali di ogni motore. Quindi questa situazione favorisce logicamente una presenza dell’inglese al di sotto della giusta proporzionalità.

b) La differenza di prezzo fra i domini generici e i domini nazionali è aumentata in modo talmente considerevole che la tendenza si è invertita, creando una vera e propria crescita dei domini generici, in particolare quello .com che ha subito una crescita relativa al 30%. I domini generici indicizzati dai motori aumentano, favorendo indirettamente l’inglese.

c) il fenomeno dell’introduzione della pubblicità – che si suppone contestuale – nelle pagine Web si è generalizzato (in particolare con GoogleAds), provocando una crescita artificiale dell’inglese a causa di una contestualizzazione tematica e linguistica sbagliata.

Oltre all’impatto sulla presenza apparente dell’inglese, questo tipo di situazione in cui ogni motore definisce il proprio spazio di indicizzazione e che, nell’assoluto, non rappresenta la totalità delle pagine Web, ha avuto come conseguenza la perdita irrimediabile di due elementi chiave della nostra metodologia: la coerenza e la continuità. In passato, i risultati erano praticamente identici (o, per lo meno, si trovavano negli stessi intervalli di affidabilità), indipendentemente dal motore di ricerca. Oggi, questa situazione è impossibile. Il nostro metodo permette di caratterizzare a livello linguistico lo spazio indicizzato da ogni motore, senza pretendere di ottenere un’omogeneità nei dati prodotti.

Oltre all’impatto sulla presenza apparente dell’inglese, questo tipo di situazione in cui ogni motore definisce il proprio spazio di indicizzazione e che, nell’assoluto, non rappresenta la totalità delle pagine Web, ha avuto come conseguenza la perdita irrimediabile di due elementi chiave della nostra metodologia: la coerenza e la continuità. In passato, i risultati erano praticamente identici (o, per lo meno, si trovavano negli stessi intervalli di affidabilità), indipendentemente dal motore di ricerca. Oggi, questa situazione è impossibile. Il nostro metodo permette di caratterizzare a livello linguistico lo spazio indicizzato da ogni motore, senza pretendere di ottenere un’omogeneità nei dati prodotti [2].

Per quanto riguarda lo spagnolo, lo studio mette in luce che Paesi come Cuba, la Spagna e il Nicaragua hanno mantenuto una buona produttività e che Panama ha fatto notevoli progressi. Osserviamo anche che la Spagna rimane il più grande produttore di pagine Web in spagnolo. Per quanto riguarda gli Stati-Uniti, dopo un periodo di crescita, notiamo una regressione della lingua spagnola nella Rete che meriterebbe di essere analizzata con attenzione.

A livello della lingua francese, osserviamo una diminuzione relativa della produzione in Svizzera. Il resto dei dati rimane stabile.

Per quanto riguarda il portoghese, le cifre rimangono stabili. In linea generale, il leggero aumento di questa lingua riflette i deboli cambiamenti nei risultati per dominio. Occorre tuttavia sottolineare che la produttività di pagine Web in portoghese rispetto al numero di lusofoni per Paese è più elevata in Spagna e negli Stati Uniti che in Brasile e in Portogallo.

Per l’inglese, notiamo un aumento significativo del dominio .edu e delle cifre corrispondenti agli Stati-Uniti, dovuto probabilmente più ad un fenomeno pubblicitario che ad un aumento vero e proprio. La Spagna, la Francia, il Giappone, la Cina, i Paesi Bassi e la Russia hanno sempre una forte produttività in inglese, così come la Svezia e la Svizzera, anche se in minor misura quest’anno.

Come conclusione di questo studio, possiamo affermare che le politiche linguistiche nel ciberspazio devono necessariamente integrare questa nuova tappa dei motori di ricerca che sembra dare ragione a delle strategie di motori consacrati ad uno spazio linguistico in particolare, è il caso di Exalead. L’idea di un motore specializzato per le lingue neolatine sembra una soluzione strategica valida per fare fronte a questa nuova situazione.

 

[1] Si tratta probabilmente di un effetto indiretto del miglioramento socio-economico della Romania — e dei rumeni — in seguito all’integrazione nell’Ue.

 

[2] Exalead dà un 30 % di pagine in francese in più di Altavista!

 

 

 

 

STUDIO 2007
Analisi e interpretazione dei risultati
Appendice
Analisi dell’evoluzione dei motori di ricerca
Risultati dello studio sulla cultura
STUDIO 2005
STUDIO 2002
STUDIO 2001

 

 

 

Terminometro | Lenguas y culturas en la red ― Estudio 2007 | Portalingua | Agenda | Otros enlaces

Unión Latina
Dirección Terminología e Industrias de la Lengua - DTIL
131, rue du Bac - F-75007 Paris
T: (33) 1 45 49 60 62   /   F: (33) 1 45 49 67 39
dtil@unilat.org